La storia di Marco

gennaio 22, 2008 at 4:45 pm Lascia un commento

Marco è il nome immaginario di un bambino di otto anni, che vive in una delle periferie romane, a pochi minuti dal centro città. Marco è un bambino sereno, cresciuto in un ambiente familiare del tutto conforme alla norma, tra alti e piccoli bassi, come in ogni famiglia.
Marco è un bambino che è stato tradito o forse protetto dalla realtà che lo circondava. Ad otto anni Marco ha visto mettere fine alla sua infanzia, travolto da problemi che hanno messo in discussione tutto quello che fino ad allora aveva vissuto.
Marco è un uomo di otto anni che va a trovare suo padre in carcere in una città lontana dalla sua, che ogni settimana sale su un treno che lo fa crescere dentro come edera su un muro di mattoni spaccati.
Marco è solo tra la gente, Marco non capisce più cosa è bene e cosa è male, chi è suo padre e chi è la donna che l’ha sposato. Un uomo bambino che all’improvviso si sente diverso dai suo compagni di scuola, che rifiuta i suoi amici troppo bambini e che non riesce a raccontare loro quello che ogni settimana vede al di là di quelle sbarre. Marco si guarda attorno e l’unica fiamma accesa in grado di scaldare la sua gelida paura sono i suoi nonni materni. Quando è con loro Marco si sente un po’ meno uomo e si lascia attraversare dal vento che gli fa cadere le lacrime dagl’occhi. Nessuno dice a Marco qual’è la verità, a chi deve affidare la sua fiducia e cosa sarà della sua famiglia. Dentro di se’ quel piccolo uomo cerca di trovare un sentiero capace di mettere insieme tutti quei frammenti di vita sfreggiata.
Marco si rifugia nelle carezze dei suoi nonni.
Un giorno però Marco tornando a casa trova la madre in lacrime, affogata da un mare di disperazione. La nonna di Marco morirà da lì a poco per un male che nessuno ha mai voluto chiamare col suo nome. Quel male ha portato via con se’ anche una parte di Marco, che mutilato e con gl’occhi di un bambino ormai uomo barcolla su un nastro che lo porta ad attraversare i giorni tramonto dopo alba.
Oggi la famiglia di Marco è tornata quella di una volta, nessuno fa più riferimento a quello squarcio nero di vita che ha cancellato l’infanzia di Marco e che ha portato via parte di lui.
Oggi Marco è un uomo che cammina in punta di piedi, che si finge sereno nel cerchio della casa che l’ha visto sbiadire. Marco è irrimediabilmente ferito e nonostante il tempo rimargini le ferite, la sua cicatrice ancora sanguina  senza sangue in silenzio.
Io faccio il tifo per Marco! E voi?
10/05/2006 alle 21:13

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