Quali emozioni ed impressioni provochiamo negl’altri?

gennaio 20, 2008 at 10:02 am Lascia un commento

A volte non ci facciamo caso, altre volte nemmeno ce lo chiediamo, eppure ogni volta che guardiamo qualcuno più intensamente, che sussurriamo una frase o semplicemente argomentiamo con qualcuno, provochiamo in questa persona delle emozioni e delle impressioni. Questo può farci riflettere su quanto sia importante non abusare delle violenza delle parole e soprattutto può svelarci lati del nostro carattere e del nostro modo di relazionarci che potrebbero esser risultati oscuri fino a quel momento. Io ho avuto modo di pensare alle emozioni che si possono provocare negl’altri grazie alla lettera che mi ha inviato un’amica, scritta alle soglie dell’estate scorsa. La semplicità affascinante della lettera merita di esser letta…

Sono rimasta a guardare la sedia vuota davanti a me dov’eri seduto, per un quarto d’ora dopo che te ne sei andato.

Me ne stavo china sui libri, con il camice addosso per non prendere freddo perchè l’aria condizionata era troppo alta. China sui libri a lambiccarmi il cervello tra pagine da capire, pagine ancora da fare, e pensieri galoppanti che mi strattonavano a destra e a manca dentro il mio cervello.

Pienamente concentrata; tanto che quando sei entrato e ti sei seduto davanti a me se non avessi bisbigliato il mio nome in quel silenzio glaciale e se non avessi indossato il green che ho scorto con la coda dell’occhio, avrei continuato autisticamente ad ignorare il mondo.

Ci siamo sorrisi, perchè vederci è sempre una sorta di sollievo delle pene, delle pene condivise, e siamo coscienti della nostra esagerazione nel dosare le parole ed i sentimenti.

Hai iniziato a sussurrarmi parole riguardo i tuoi progetti futuri imminenti e remoti. Li sussurravi perchè non volevi disturbare gli altri intorno a me e non volevi farti sentire.  Ti ascoltavo. ho imparato a farlo con una certa attenzione.

Abbiamo parlato di una frase che metterai al posto della dedica nella tesi, presa da una poesia, che poi non prende il posto della dedica, perchè sostanzialmente è una dedica, senza esplicito destinatario, ma dedicata a tutti i medici…del fatto che la necessità di sentirsi amati fa nascondere gli individui dietro l’inclinazione ad aiutare gli altri.

Mi hai chiesto di fare la notte con te, in ospedale, ma ti sei guadagnato una bella risata in faccia, e mentre bisbigliavi, io ti guardavo e pensavo che sì, tu sicuramente sarai nei ringraziamenti della mia di tesi.                                       Te e la tua riservatezza, e anche la tua discrezione. Ah sì, anche i tuoi contrasti ed il tuo impegno, per non parlare della tua tenacia. Perchè io, tutti questi tuoi aspetti, li voglio ringraziare, perchè mi aiutano a rimettere a fuoco i miei obiettivi, e perchè, perchè…

Poi te ne sei andato, senza neanche un abbraccio…
ed in quel quarto d’ora dopo ho pensato: che io non mi abituerò mai agli anaffettivi!

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CURRICULUM VITAE Senza te.

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