Pugni chiusi
Maggio 11, 2008
Un sonno disturbato lascia scorrere via i sogni fusi con i ricordi ed il presente, lascinado spazio al vuoto del risveglio. Le grida del pianto premono sulla gola infilzando il respiro con i suoi artigli, mentre dalla sottile maglia di una tenda, schegge di luce del sole di domenica, arrivano a me come le punte infuocate di una lancia. Le coperte mi avvolgono come unica
salvezza, le mie mani con i pugni chiusi stringono il dolore e la schiena contratta guarda il soffitto bianco che sembra scendere verso me a nascondere ogni colore tra la penombra di questa stanza. Vorrei non alzare più gl’occhi da quel cuscino, dai pugni chiusi far scivolare via le dita lentamente per ridare alla vita tutto quello che ho preso senza orgoglio, mentre sorretto dal sereno scorre lungo il canale che dal braccio arriva al cuore un fluido urente che riconduce ad ogni qualsiasi altro destino.
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